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Il rapporto medico-paziente rappresenta il punto fondamentale da cui inizia e si sviluppa la fase di conoscenza e cura.

 

In termini generali stiamo parlando di qualcosa che dovrebbe essere un vero e proprio dogma nell’ambito medico.

In presenza della malattia dolore, in modo maggiore rispetto alle altre patologie, il rapporto tra medico e paziente assume un ruolo di fondamentale importanza, in quanto la fase di conoscenza e diagnosi rappresenta il momento di snodo per una corretta ed efficace cura e terapia.
Questa relazione ha inizio fin dalla prima visita, in cui il medico prende in carico il paziente a 360 gradi. Inoltre, in questa prima fase è fondamentale la collaborazione del paziente a svolgere colloqui, compilare questionari e a raccontare la sua esperienza; atti sicuramente meno complessi in presenza di una relazione positiva e di reciproca fiducia.

La fase di conoscenza e di diagnosi non consiste in un mero raccoglimento di dati, piuttosto consta di racconti da parte del paziente sugli aspetti fisici ed emotivi del dolore, in un ascolto partecipato, in cui gli aspetti emotivi sono parte integrante delle problematiche che emergono dalla condizione stessa. Facciamo riferimento ad un insieme di sentimenti condivisi, tra complessità e difficoltà ma anche obiettivi e ostacoli superati. 

 

medico-paziente

 

Riportiamo di seguito un concetto a nostro avviso molto importante, ben riassunto nelle parole del dottor Gilberto Pari: “La malattia dolore porta delle limitazioni dal punto di vista fisico, relazionale, sociale o lavorativo; spesso, in tutte queste aree. Grazie all’esperienza maturata in questi anni, abbiamo ora la consapevolezza che la malattia dolore, proprio per le sue caratteristiche totalizzanti, richiede di essere affrontata seguendo un approccio biopsicosociale […]”

Ed è proprio l’approccio biopsicosociale il modello utilizzato nella Medicina del Dolore e che si trova alla base del rapporto medico-paziente. In quanto una presa in carico del paziente a 360 gradi si deve basare su un approccio che considera la persona nella sua interezza, intesa come la risultante di fattori biologicipsicologici e sociali.

In termini più specifici, la dimensione biologica dell’individuo comprende il corpo con tutte le sue funzionalità, la dimensione psicologica comprendente di processi cognitivi vita affettiva ed infine la dimensione sociale include l’aspetto relazionale e ambientale.

Possiamo concludere che nella malattia dolore ad essere coinvolto non è solo il corpo ma soprattutto la psiche e le relazioni sociali della persona che ne è affetta e, in questo, un ruolo fondamentale è proprio la relazione che si va ad instaurare con il medico.