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Perché è importante l’ausilio ecografico nella terapia infiltrativa?

Il dolore degenerativo del rachide (sia lombare che cervicale) costituisce una delle patologie dolorose più frequenti nella società attuale.
Gli studi epidemiologici indicano che dal 15 al 45%  della popolazione adulta riferisce durante l’anno un episodio di dolore lombare (mal di schiena). Di questi circa il 5% è costituito da un episodio di esordio.

L’ indagine ISTAT sullo stato di salute, seppur datata (1999), riporta che circa l’8,2% della popolazione ha riferito di essere affetto da lombosciatalgia (7,3% nel sesso maschile e 9,3% nel femminile).

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Un’alta percentuale degli episodi di dolore lombare con o senza radicolopatia va incontro a risoluzione spontanea entro 60-90 giorni.
Tuttavia questo porta ad una importante perdita di giornate di lavoro : il mal di schiena è secondo solo al raffreddore comune per numero di giornate di lavoro perse. Statistiche provenienti dagli States riportano una perdita di 4,9 milioni di  giornate lavorative /anno .

In Italia INAIL stima ogni anno 30 milioni di ore lavorative perse per il mal di schiena.

Per quanto riguarda il mal di schiena ed in particolare la lombosciatalgia acuta sono scarse le evidenze riguardo a molteplici trattamenti conservativi attualmente utilizzati: la terapia fisica strumentale (Tecar, Laser, ultrasuoni, trazioni) ma anche alcune procedure attualmente molto diffuse come l’ossigeno-ozonoterapia per via paravertebrale, non sembrano influenzare i tempi di ripresa dalla malattia; i “benefici” riferiti con queste tecniche spesso sono sovrapponibili al percorso di guarigione spontanea e non esistono evidenze in termini di EBM che indichino il contrario.

D’altra parte la letteratura scientifica, sia in termini di studi RCT che di review, supporta ormai una evidence riguardo alla efficacia nel controllo del dolore con le procedure infiltrative, rivolte a controllare il dolore infiammatorio della radice nervosa causato da un’ernia discale oppure nella patologia faccettaria lombare.

Tale efficacia è però dimostrata solamente quando tali procedure infiltrative vengano eseguite sotto controllo radiologico (RX o TC guidate).

Tale modalità purtroppo è difficilmente utilizzabile durante una attività ambulatoriale clinica, questo sia per un importante impegno di risorse e quindi di costi che poi dovrebbero essere riversati sul paziente o sul SSN (a seconda del setting in cui viene erogata la prestazione) che per una esposizione a radiazioni ionizzanti per il paziente e gli operatori.

Una alternativa attuale è la sostituzione della guida radiologica con quella ecografica; i bassi costi di esercizio, l’assenza di radiazioni ionizzanti e lo scarso ingombro permettono l’utilizzo delle apparecchiature ecografiche in qualsiasi struttura ambulatoriale.

Questo garantisce il paziente per una maggiore sicurezza delle procedure infiltrative, che non vengono più eseguite “alla cieca” e con una maggiore efficacia.

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Video terapia infiltrativa ecoguidata

Dott.ssa Valentina Paci

 

 

Maggiori informazioni sulla terapia infiltrativa