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In che modo viene diagnostica e curata un’ernia?
Quando e perché si ricorre alla chirurgia?

 

Diagnosi 

Nonostante la presenza dell’ernia sia riscontrabile in una parte consistente della popolazione, la maggior parte delle volte risulta essere asintomatica.
Tuttavia, in presenza di una sintomatologia dolorosa, il punto da cui partire è una valutazione specialistica, accompagnata dalla necessità di esami specifici, come ad esempio la risonanza magnetica funzionale.

All’interno di Medicina del Dolore un primo punto di partenza per la diagnosi è rappresentato dalla prima visita, iniziale momento di contatto da parte del paziente con l’equipe di specialisti.

ernia-disco

Terapia

Innanzitutto, in presenza di ernia discale, è necessario partire da un assunto: nella maggior parte dei casi l’evoluzione naturale del dolore provocato da un’ernia è la risoluzione spontanea. Questo perché con il tempo la parte “fuoriuscita” del disco si disidrata e si assorbe, diminuendo di conseguenza l’effetto di compressione responsabile della sintomatologia dolorosa.

Qualora, tuttavia, questo decorso naturale non si realizzi e il dolore non diminuisca, si procede inizialmente con una terapia farmacologia e infiltrativa in modo da agire sull’infiammazione, affiancata da una riabilitazione studiata in modo specifico sul paziente.

Chirurgia

Nell’eventualità in cui il dolore non sia controllato con la terapia farmacologica (di norma si considerano dalle quattro alle sei settimane come periodo idoneo di trattamento) o ci siano dei deficit neurologici, l’equipe medica prenderà in considerazione le procedure chirurgiche.

 

Quando operare l’ernia?

Dott. Giuseppe Maida, Dott. Gilberto Pari e Dott. Alessandro Agostini

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