Sei in: Neuromodulazione elettrica

Neuromodulazione elettrica

In cosa consiste/che cos’è?
La neuromodulazione mediante stimolazione elettrica (SCS, cioè Spinal Cord Stimulation) consiste nell’invio di impulsi elettrici a basso voltaggio in grado di interferire sulla conduzione del dolore, attraverso l’utilizzo di sistemi impiantabili come elettrodi e generatori di impulsi (Pacemaker), che vadano a stimolare i nervi periferici, il midollo e l’encefalo.


Quando è indicato il suo utilizzo?
In casi di:
- Radicolopatia
- Neuropatie periferiche
- Sindrome regionale compless (CRPS)
- Arteriopatie periferiche
- Angina pectoris
Come avviene la procedura?
Fase 1: Il posizionamento di un elettrocatetere deve essere programmato al momento della visita: al paziente viene fornito il modulo di consenso informato (che in caso di accettazione sarà firmato da medico e paziente), in modo che abbia tempo di leggerlo e di comprenderlo. La metodica viene effettuata su pazienti in ricovero ordinario.
Essendo la procedura un atto chirurgico, si porrà grande cura alla sterilità, alla disinfezione e alla definizione di un campo operatorio: viene garantito un accesso venoso ed il monitoraggio dell’ecg, della pressione arteriosa incruenta e della saturimetria periferica.
Il posizionamento dell’elettrocatetere è condotto con tecnica sterile su paziente prono, posizionato sul letto curvo radiotrasparente. Questa posizione ha lo scopo di far “aprire” gli spazi vertebrali per facilitare l’introduzione dell’ago da parte del medico operatore
A questo punto si posiziona l’ago (ago di Tuohy) e si procede ad anestesia locale per infiltrazione; una volta individuato lo spazio epidurale, si introduce l’elettrocatetere attraverso l’ago e lo si posiziona a livello dei neuromeri corrispondenti alla topografia del dolore mediante l’ausilio della neurostimolazione sensitiva.
Una volta assicuratisi del corretto posizionamento dell’elettrodo, si passa alla fase di fissaggio: viene effettuata incisione chirurgica e collegato l’elettrodo all’estensione provvisoria che viene tunnellizzata a lato. A questo punto si procede alla sutura a strati dell’incisione chirurgica.
Fase 2: Trascorso un periodo di prova di stimolazione provvisoria con un generatore esterno, che ha consentito di evidenziare un miglioramento sul dolore e/o sulle capacità motorie di almeno il 50%, e se non si sono osservate complicanze legate a infezioni o intolleranza del presidio, si programma l’eseguzione dell’intervento di posizionamento del generatore d’impulsi interno o neuro Pace-maker (la stessa metodica viene rispettata nel caso in cui sia necessaria la sostituzione di un Neuro PM già inserito che abbia esaurito le batterie). Anche questo tipo di procedura deve essere eseguita in regime di ricovero ordinario.
Il paziente viene posizionato in decubito laterale/prono (vengono monitorati i parametri vitali e posizionato un accesso venoso).
Si procede all’incisione della cute, in anestesia locale, in corrispondenza dei raccordi di collegamento dell’elettrodo/i precedentemente impiantato/i (che rimane in sede) per rimuovere i collegamenti esterni e sostituirli con un cavo di estensione elettrico sottocutaneo, che giunge fino alla tasca che verrà ricavata nello spessore del sottocute dell’addome o del gluteo. In questa tasca, confezionata in anestesia locale, viene alloggiato il Pace-maker collegato al cavo sottocutaneo. In caso della sola sostituzione del PM, si provvederà alla rimozione del PM esaurito ed alla sua sostituzione. A questo punto si eseguono dei test di stimolazione al fine di controllare il corretto funzionamento del sistema. Si procede alle suture a strati delle incisioni chirurgiche.
Cosa avviene dopo la procedura?
In seguito al posizionamento dell’elettrocatetere, il paziente viene medicato, trasferito dal letto curvo alla barella e riportato in reparto, dove dovrà restare a letto per 12-16 ore.
Verrà poi dimesso dopo un paio di giorni e verra visitato settimanalmente; ad ogni visita verrà medicato, sarà valutata le corretta stimolazione elettrica e deciso se procedere alla fase di impianto del neuro-Pm o alla sua rimozione.
In seguito all’impianto o  sostituzione di un PM esaurito, il paziente viene medicato, trasferito sulla barella e riportato in reparto, dove potrà alzarsi quando lo desidera. In reparto viene anche ricontrollata la programmazione del PM.

 

Non hai trovato quello che stavi cercando? Clicca su “Il medico risponde”: cercheremo di dare una risposta alle tue domande.